I numeri delle elezioni per la Cassa Forense e proposte per un rinnovamento 

Care Colleghe, cari Colleghi,

rivolgo in primis le mie congratulazioni e auguri di buon lavoro a tutti i colleghi eletti alla Cassa Forense.

Vorrei condividere i risultati elettorali e alcune riflessioni, con spirito costruttivo e nella convinzione che il confronto e la pluralità delle opinioni rappresentino una ricchezza per la nostra professione. Siamo, prima di tutto, Avvocati.

I. I RISULTATI ELETTORALI.

Di seguito i risultati delle elezioni nel collegio di Roma, che comprende tutti gli Ordini del distretto, con le liste ordinate in base al numero complessivo di voti ottenuti.

Per ciascuna lista sono indicati, nell’ordine: voti a Roma, voti negli altri Ordini, totale, percentuale sui voti validi e seggi.

1 – Unione distrettuale del Lazio

Roma: 116 | Altri Ordini: 2.331 | Totale: 2.447 | 32,21% | 4 seggi

3 – Impegno Forense

Roma: 2.046 | Altri Ordini: 32 | Totale: 2.078 | 27,35% | 3 seggi

2 – Controcorrente

Roma: 1.176 | Altri Ordini: 94 | Totale: 1.270 | 16,72% | 2 seggi

4 – L’Avvocatura del Fare

Roma: 443 | Altri Ordini: 447 | Totale: 890 | 11,72% | 1 seggio

5 – Uniti per il Lazio 2027/30

Roma: 49 | Altri Ordini: 417 | Totale: 466 | 6,13% | 0 seggi

6 – Presente e Futuro

Roma: 273 | Altri Ordini: 173 | Totale: 446 | 5,87% | 0 seggi

TOTALE

Roma: 4.103 | Altri Ordini: 3.494 | Totale: 7.597 | 100% | 10 seggi

La prima lista del collegio è dunque “Unione distrettuale del Lazio”, espressione prevalentemente degli altri Fori del distretto, che raccoglie fuori Roma 2.331 voti su 2.447 voti totali.

II. LE SCHEDE ELETTORALI.

Il quadro delle schede, secondo il riepilogo disponibile, è il seguente:

Schede valide

Roma: 4.103 | Altri Ordini: 3.494 | Totale: 7.597

Schede nulle

Roma: 124 | Altri Ordini: 0 | Totale: 124

Schede bianche

Roma: 11 | Altri Ordini: 0 | Totale: 11

Schede annullate

Roma: 3 | Altri Ordini: 0 | Totale: 3

Totale schede bianche, nulle e annullate

Roma: 138 | Altri Ordini: 0 | Totale: 138

TOTALE SCHEDE

Roma: 4.241 | Altri Ordini: 3.494 | Totale: 7.735

A Roma, dunque, 138 schede non hanno concorso all’attribuzione dei seggi. Negli altri Ordini il riepilogo riporta invece zero schede nulle, bianche e annullate; una differenza che meriterebbe un approfondimento.

Il riparto assegna complessivamente sei seggi ai colleghi romani e quattro ai colleghi degli altri Fori.

Resta senza rappresentanti la lista “Uniti per il Lazio 2027/30”, di espressione distrettuale, nonché la lista “Presente e Futuro”, a prevalente espressione romana.

La lista “Controcorrente” ottiene a Roma il 28,66% dei voti validi e raddoppia la propria rappresentanza nel collegio.

III. IL PESO DEGLI ISCRITTI NEL DISTRETTO.

Per comprendere i risultati è utile considerare anche il numero degli Avvocati iscritti alla Cassa.

Il Rapporto Cassa Forense – Censis 2026, riferito agli iscritti al 31 dicembre 2025, riporta i seguenti dati:

Roma: 24.563

Latina: 1.663

Velletri: 1.521

Cassino: 1.363

Frosinone: 1.055

Tivoli: 665

Viterbo: 591

Civitavecchia: 453

Rieti: 392

Totale altri otto Fori: 7.703

TOTALE DISTRETTO: 32.266

Roma rappresenta dunque il 76,13% degli iscritti alla Cassa del distretto.

Gli altri otto Fori rappresentano il 23,87% degli iscritti, e ottengono quattro dei dieci seggi. È un dato significativo: il Foro romano conta da solo oltre tre volte gli iscritti alla Cassa degli altri otto Fori complessivamente considerati, ma di fatto esprime un numero di eletti nettamente e proporzionalmente inferiore agli altri Fori del distretto.

IV. UNA PROPOSTA PER IL FUTURO.

Il sistema elettorale della Cassa rende determinanti la concentrazione dei voti e il posizionamento dei candidati. Si vota infatti la lista, i seggi sono ripartiti con il metodo D’Hondt e gli eletti sono individuati secondo l’ordine di presentazione. L’eventuale indicazione del nome di un candidato non modifica tale ordine.

È un meccanismo, unico e per la sola Cassa Forense, che rischia di allontanare dalla partecipazione quanti non si riconoscano nelle liste o vorrebbero poter incidere direttamente sulla scelta dei propri rappresentanti.

La Cassa rappresenta uno degli incarichi di maggiore responsabilità e rilievo, anche economico, della nostra rappresentanza politica e professionale. Eppure la partecipazione a queste importantissime elezioni rimane limitata e la lista di maggioranza indiscussa sembra essere, ancora una volta, quella dell’astensione.

Pertanto le primarie, soprattutto online, potrebbero rappresentare uno strumento concreto per invertire questa tendenza, restituendo ai colleghi la possibilità di scegliere direttamente i candidati e il loro ordine di presentazione, indipendentemente dagli equilibri interni alle diverse componenti della politica forense.

Primarie aperte a tutto il foro, anche a chi non appartiene ad alcuna associazione o gruppo organizzato, potrebbero favorire la partecipazione di nuovi Colleghi, valorizzare competenze e idee e offrire una reale prospettiva di rinnovamento.

In questa prospettiva, si potrebbe anche ragionare, almeno per la Cassa Forense, su forme di maggiore convergenza tra le diverse componenti romane, fino a immaginare, ove vi fossero le condizioni, una rappresentanza più unitaria, costruita intorno a programmi condivisi e a candidati comuni scelti democraticamente.

V. TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE E RICAMBIO.

Nel ricostruire i risultati, soprattutto quelli delle precedenti consultazioni, ho incontrato difficoltà nel reperire informazioni complete. Sarebbe opportuno che sui siti della Cassa e degli Ordini fossero facilmente disponibili programmi, aventi diritto, votanti, risultati completi anche pregressi, verbali elettorali etc.

Una maggiore trasparenza aiuterebbe soprattutto chi si avvicina per la prima volta alla politica forense, evitando che notorietà e relazioni consolidate finiscano per prevalere sul confronto tra idee e programmi.

Il tema è quello più generale del ricambio nella rappresentanza dell’Avvocatura, che riguarda anche le imminenti elezioni del Consiglio dell’Ordine di Roma.

La recente legge delega di riforma dell’ordinamento forense, n. 137/2026, contempla la possibilità di tre mandati consecutivi nei Consigli dell’Ordine, una “innovazione” ancora subordinata alla disciplina attuativa e che interviene incidendo radicalmente sulla nuova tornata elettorale.

Al di là delle regole, resta una questione di fondo: nella rappresentanza forense i volti nuovi continuano a essere troppo pochi. L’esperienza è una risorsa preziosa, ma non dovrebbe trasformarsi in una presenza permanente. Una professione che guarda al futuro deve saper aprire spazio a nuove persone, nuove idee e nuove energie, riconoscendo anche il valore della sana alternanza, indispensabile per mantenere viva e rappresentativa ogni istituzione.

Un caro saluto,

Michele Bonetti

339 493 3412

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