Per un avvocato, l’imparzialità e l’indipendenza non sono semplici virtù, ma i fondamenti su cui si costruisce la credibilità e la forza della professione. Senza indipendenza, non può esistere una difesa autentica, senza imparzialità, viene meno la fiducia nella giustizia.
Ogni avvocato ha il dovere di agire libero da pressioni economiche o istituzionali, per tutelare al meglio i diritti dei cittadini, ma le ultimi vicissitudini in materia di riforma della professione forense e in materia di previdenza forense richiedono agli Avvocati di divenire difensori di loro stessi che può attuarsi solo tramite un cambiamento sostanziale con un rappresentante completamente nuovo.
La nuova riforma del Regolamento unico della previdenza forense, che prevede un aumento dell’aliquota contributiva a carico soprattutto della fascia media degli avvocati, é una minaccia concreta a questi principi e costituisce una scelta del tutto non equa. Oneri previdenziali sempre più gravosi (che non rispettano il principio della proporzionalità) compromettono la possibilità di esercitare la professione in modo sereno e libero, spingendo molti professionisti a lasciare la toga per cercare stabilità altrove, tra concorsi pubblici, insegnamento ed ufficio del processo.
Questa situazione mina alla base la sostenibilità della professione forense e con essa, la garanzia di un sistema giuridico equo. Perché un avvocato economicamente oppresso è un avvocato meno libero, più vulnerabile e potenzialmente meno indipendente nel suo agire.
È necessario un cambio di rotta: una riforma equa e lungimirante che metta al centro la dignità della professione e assicuri condizioni che permettano a ogni avvocato di operare con indipendenza e imparzialità.
L’Avv. Michele Bonetti si batte da sempre per garantire che la professione forense resti un presidio libero, autorevole e indipendente, al servizio della giustizia e dei diritti di tutti.