Cassa forense: aumentano i contributi

Gentile Collega,

negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo incremento dell’aliquota del contributo soggettivo, secondo il seguente calendario: redditi 2024 (Mod. 5/2025): 15%; redditi 2025 (Mod. 5/2026): 16%; redditi 2026 (Mod. 5/2027): 17%; redditi 2027 (Mod. 5/2028): 18%, fino al limite reddituale annualmente stabilito, pari ad euro 130.000,00 per il 2025, con la previsione di un ulteriore contributo del 3% sulla quota eccedente tale soglia.

In altri termini, nell’arco di pochi anni la contribuzione soggettiva sta passando dal 15% al 18% del reddito professionale sino al massimale previsto. Superato tale limite, tuttavia, sulla parte eccedente i 130.000 euro continuerà ad applicarsi esclusivamente il contributo del 3%. Ne consegue che, oltre l’unico tetto reddituale di 130.000 euro, l’incidenza percentuale della contribuzione si riduce, anche in presenza di redditi particolarmente elevati anche di milioni di euro.

La struttura contributiva grava così in misura proporzionalmente più incisiva sui professionisti con redditi medio-bassi, mentre il meccanismo previsto per i redditi superiori al massimale pone seri interrogativi sulla sua effettiva coerenza con i principi costituzionali di uguaglianza e capacità contributiva.

Molti di noi, pur esercitando la professione con competenza, dedizione e senso delle istituzioni, incontrano oggi crescenti difficoltà nel sostenere i costi dell’attività professionale e nel costruire una prospettiva previdenziale realmente adeguata.

È poi noto che la Cassa sia proprietaria di un rilevante patrimonio immobiliare, la cui gestione comporta costi significativi. Una progressiva razionalizzazione del patrimonio, privilegiando gli investimenti realmente produttivi e dismettendo gli immobili meno efficienti, potrebbe liberare risorse da destinare al rafforzamento delle prestazioni assistenziali ovvero alla riduzione del carico contributivo gravante sugli iscritti.

Su questi temi meritano attenzione anche alcune osservazioni formulate dalla Corte dei Conti nella Relazione sulla gestione finanziaria della Cassa Forense relativa all’esercizio 2024. La Corte evidenzia infatti come permanga la mancanza di una disciplina organica in materia di inconferibilità, incompatibilità, conflitti di interesse, durata e rotazione degli incarichi.

Si tratta di rilievi formulati dall’organo di controllo dello Stato che meritano particolare attenzione nell’ottica del continuo rafforzamento della trasparenza e della buona amministrazione e che aprono una riflessione anche sul sistema elettorale della Cassa Forense. L’attuale disciplina, fondata sulla presentazione di liste, limita significativamente la possibilità per l’elettore di incidere direttamente sulla scelta dei singoli candidati. È un tema che riguarda non le persone, ma il modello di rappresentanza sul quale sarebbe auspicabile un confronto costruttivo, volto a verificare se l’attuale sistema realizzi pienamente i principi di partecipazione, pluralismo e rappresentatività che dovrebbero caratterizzare ogni istituzione dell’Avvocatura e che oggi, sempre più spesso, alimenta l’astensione.

La medesima Relazione della Corte dei Conti richiama inoltre l’attenzione sull’incremento della spesa relativa ai gettoni di presenza, riconoscendo gli sforzi posti in essere dalla Cassa per contenerne l’incidenza attraverso specifiche regole interne, ma osservando al tempo stesso come tali misure non risultino ancora sufficienti a determinare una razionalizzazione strutturale dei relativi costi.

Il vero rischio non è discutere il sistema. Il vero rischio è smettere di farlo. Perché quando una categoria rinuncia a interrogarsi sul proprio futuro, rinuncia anche alla possibilità di cambiarlo. E quando ci si rassegna all’idea che nulla possa migliorare, si smette lentamente di credere nella forza della propria comunità. Io credo, invece, che l’Avvocatura abbia ancora l’intelligenza, la dignità e il coraggio di guardarsi dentro, confrontarsi senza pregiudizi e costruire insieme una Cassa Forense sempre più giusta, trasparente e vicina ai Colleghi. È con questo spirito, e con profondo rispetto per tutti, che affido a Te queste riflessioni.

Con i migliori saluti.

Michele Bonetti