
Care Colleghe e cari Colleghi,
nella nostra professione crescono sempre di più adempimenti, responsabilità e costi, mentre si riducono autonomia, tempi di riposo e possibilità di conciliare lavoro e vita personale e familiare.
La riduzione della sospensione feriale dei termini processuali al solo mese di agosto, anziché fino al 15 settembre, è una delle manifestazioni più evidenti di questo squilibrio. Le scadenze si concentrano tra fine luglio e inizio settembre, richiedendo il rientro in studio ben prima del 1 settembre e rendendo sempre più difficile programmare un effettivo periodo di riposo.
Il processo telematico ha accentuato il problema, con depositi fino a mezzanotte, notifiche continue e scadenze da monitorare costantemente.
Queste criticità, però, non si presentano per tutti. Nel processo amministrativo, ad esempio, dal 1° settembre i termini processuali riprendono a decorrere, ma presso diversi Tribunali amministrativi l’organizzazione del servizio feriale, dalle udienze ai decreti monocratici, può proseguire anche nella prima metà di settembre.
Si determina così un’evidente asimmetria tra Avvocatura e Magistratura. Non intendo mettere in discussione il diritto al riposo dei Magistrati, che considero fondamentale, ma rivendicare analoga considerazione per chi esercita la difesa.
Devo constatare, con rammarico, che la politica forense non è riuscita finora a imprimere il cambiamento necessario, nonostante un disagio sempre più diffuso.
Per questo ho deciso di portare queste rivendicazioni direttamente nelle sedi istituzionali, attraverso due iniziative concrete.
1. Un’iniziativa europea per il diritto al riposo, alla salute e alla dignità professionale promossa, attraverso il coinvolgimento dei soggetti legittimati alla presentazione di reclami collettivi, al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa, richiamando i principi della Carta Sociale Europea, ratificata dall’Italia, e in particolare il diritto a condizioni di lavoro eque, che comprendono tempi di lavoro ragionevoli e periodi di riposo (art. 2), il diritto alla protezione della salute (art. 11) e il diritto dei lavoratori con responsabilità familiari a pari opportunità e trattamento, anche mediante condizioni di lavoro che tengano conto delle esigenze familiari (art. 27).
Principi fondamentali che devono trovare effettiva considerazione anche rispetto alle condizioni di esercizio della libera professione forense.
L’obiettivo è sottoporre all’attenzione delle istituzioni europee le conseguenze che l’organizzazione del lavoro professionale produce sulla salute fisica e psicologica degli Avvocati, sulla vita familiare e sull’effettività del diritto di difesa.
2. Una petizione alla Camera dei Deputati per ripristinare la sospensione feriale fino al 15 settembre.
Non si tratta soltanto di recuperare quindici giorni. Si tratta di riaffermare che anche il tempo dell’Avvocato ha valore, la sua salute merita tutela e la sua vita non può essere interamente assorbita dalle esigenze del processo.
Invito ciascuno di voi a sostenere questa iniziativa sottoscrivendo la petizione attraverso il portale ufficiale della Camera dei Deputati, accedendo con SPID o Carta d’identità elettronica (CIE).
Firma la petizione n. registro 1630 sul portale della Camera
La partecipazione dei Colleghi può dare maggiore forza alla richiesta e favorirne l’esame parlamentare. Perché anche una battaglia che nasce dall’iniziativa di un singolo può diventare una battaglia di tutti.
La battaglia non si fermerà alla sola questione della sospensione feriale.
Nel corso dell’attività professionale ho imparato che i diritti non si affermano soltanto proclamandoli, ma difendendoli con determinazione, anche quando le battaglie sembrano difficili o solitarie. È arrivato il momento di portare la stessa determinazione nella tutela della nostra Avvocatura.
I costi crescenti degli studi, la previdenza, le insufficienti tutele in caso di malattia e genitorialità, i compensi non corrisposti, le criticità del patrocinio a spese dello Stato, le difficoltà dei giovani e di chi, anche dopo decenni di professione, fatica a vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro.
Non possiamo continuare a celebrare l’importanza costituzionale dell’Avvocatura senza occuparci delle condizioni concrete in cui gli Avvocati vivono e lavorano.
La dignità della toga non può restare un principio da ricordare nelle occasioni solenni. Deve tradursi in diritti, tutele, sostenibilità economica e rispetto.
Per questo seguiranno progressivamente altre iniziative, altre proposte parlamentari e, quando ne ricorreranno le condizioni, ulteriori azioni nelle sedi nazionali ed europee.
Non sarà una battaglia contro qualcuno. Sarà una battaglia per qualcosa: restituire centralità, autorevolezza e dignità a una Professione fondamentale per il nostro Paese.
Cambiare significa, prima di tutto, non rassegnarsi all’idea che le cose debbano necessariamente restare come sono. Significa riconoscere le difficoltà e cercare risposte concrete, senza rinunciare alle proprie idee e senza perdere di vista ciò che ci unisce. E richiede anche il coraggio di esporsi, di assumersi responsabilità e di trasformare le parole in iniziative concrete.
Abbiamo trascorso una vita a difendere i diritti degli altri. È arrivato il momento di difendere, con la stessa passione, anche i nostri.
Michele Bonetti
3394933412