Primarie, voto online e sondaggio: la strada da costruire insieme

Care Colleghe, Cari Colleghi,

nella serata di ieri sono stati resi noti i risultati delle primarie a cui hanno partecipato oltre 2000 colleghi.

Desidero ringraziare tutti Voi che mi avete dedicato tempo, attenzione e fiducia, permettendomi di giungere nella prima posizione dei votati.

Le primarie, ancora non terminate, sono svolte attraverso un sistema articolato, fondato su diversi criteri di attribuzione del punteggio: una fase iniziale di raccolta delle firme, il voto online degli Avvocati e ulteriori elementi di valutazione collegati alle iniziative organizzate durante la campagna.

Personalmente ho scelto di concentrare quasi tutte le mie energie sul consenso diretto, privilegiando il confronto e, soprattutto, il voto espresso online, perché credo profondamente che il voto sia il fondamento più autentico della rappresentanza.

Le primarie rappresentano, a mio avviso, un esperimento coraggioso e quasi unico nel panorama dell’Avvocatura italiana.

Come ogni innovazione presentano aspetti da migliorare, penso alla necessità di rafforzare e valorizzare ulteriormente le competenze, la segretezza del voto, la tutela dei dati personali, la semplicità delle procedure e il peso effettivo attribuito al voto espresso direttamente dagli iscritti.

Ma sarebbe un grave errore fermarsi alle criticità.

Questa esperienza ha dimostrato che è possibile costruire strumenti nuovi di partecipazione e consentire anche a chi non appartiene ai tradizionali percorsi della politica forense di mettersi in gioco e di essere valutato direttamente dagli Avvocati.

Per questo credo che le primarie non debbano essere un’esperienza isolata, ma un metodo da rafforzare e sviluppare e diventando un’opportunità aperta a tutti e non il patrimonio di una sola esperienza associativa. Sarebbe un importante segnale di maturità democratica se ogni progetto, ogni lista e ogni candidato scegliesse di sottoporsi preventivamente alle primarie e al giudizio delle Colleghe e dei Colleghi.

Il Consiglio dell’Ordine, infatti, non dovrebbe essere vissuto come un Parlamento diviso tra maggioranza e opposizione ed io continuo a immaginarlo come il Governo dell’Avvocatura.

E chi è chiamato ad amministrare l’Ordine dovrebbe ricevere la propria legittimazione dall’intera comunità forense.

Nei prossimi mesi entrerà in vigore la riforma che consentirà il terzo mandato consecutivo dei Consiglieri degli Ordini Forensi e su questa scelta legislativa avrò modo di tornare diffusamente. Credo però che la riforma renda ancora più importante favorire strumenti capaci di valorizzare contemporaneamente esperienza e rinnovamento.

L’esperienza è una ricchezza e rappresenta un patrimonio che non va disperso. Ma ogni istituzione cresce davvero quando sa affiancare all’esperienza anche il ricambio, la partecipazione e l’emersione di nuove energie.

Le primarie hanno inoltre dimostrato che il voto online non appartiene più al futuro. Appartiene al presente.

Negli ultimi anni il principale “partito” dell’Avvocatura romana è purtroppo diventato quello dell’astensione.

Alle ultime elezioni del 2025 hanno votato appena 5.735 Avvocati su 25.548 aventi diritto, pari al 22,44%.

Quasi quattro Colleghi su cinque sono rimasti lontani dalle urne. Se vogliamo invertire questa tendenza non possiamo limitarci a chiedere una maggiore partecipazione: dobbiamo renderla concretamente più semplice.

Per questo ritengo che il voto online, attraverso sistemi certificati, sicuri, verificabili e pienamente rispettosi della riservatezza, rappresenti una prospettiva che l’Avvocatura non possa più ignorare.

Naturalmente senza rinunciare alla nostra storia. Le immagini del seggio della Corte di Cassazione, gli incontri tra Colleghi e quel clima unico che accompagna ogni tornata elettorale rappresentano una parte preziosa della tradizione forense. Ma le tradizioni sopravvivono solo quando sanno dialogare con il futuro.

Per questo immagino un sistema capace di coniugare entrambe le esigenze: mantenere il valore simbolico del voto in presenza e offrire, nello stesso tempo, la possibilità di votare anche da remoto.

Sulle primarie e sul voto online riporto un importante sondaggio che Ti chiedo di compilare in forma anonima.

Grazie.

Michele Bonetti

339 493 3412

«La democrazia ha bisogno di cittadini attivi, non di sudditi»

Norberto Bobbio